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CASTEL RITALDI COSA VEDERE


• STORIA
• CASTEL RITALDI
• PIEVE DI SAN GREGORIO MAGNO
• CHIESA DI SANTA MARINA
• LEX SPOLETINA
• LA BRUNA
• COLLE DEL MARCHESE
• CASTEL SAN GIOVANNI
• PRODOTTI TIPICI
STORIA
Sorto probabilmente come pagus romano, lungo il percorso che da Spoleto porta a Montefalco, Castel Ritaldi, prende il nome dallo splendido castello. Insieme ai borghi medievali di Colle del Marchese e Castel San Giovanni faceva parte di un territorio denominato "Normandia". Qui nel XI secolo normalmente risiedeva un visconte il quale esercitava poteri amministrativi su questo territorio che comprendeva numerosi Castella di cui alcuni tuttora abitati, altri parzialmente in rovina. Verso la fine del XII secolo il castello fu distrutto causa delle guerre che videro contrapposti il potere imperiale e quello della Chiesa, ma nel 1213 era interamente ricostruito. Nel 1360 il cardinale Albornoz prese il castello e lo munì di forti mura, quelle che ancora restano, quasi intatte, con le torri esterne quadrangolari, le feritoie e le buche da bombarda. Dopo il XIV secolo, all'interno degli alti bastioni si formò il paesino con le sue vie strette. La case medievali, in pietra calcare, hanno porte e finestre con arco tondo e acuto. Nel 1499 Castel Ritaldi vide la visita di Lucrezia Borgia, all'epoca governatrice di Spoleto che così volle sottolineare la lealtà del castello. Agli inizi del 1600 prese vigore, con la coltivazione dell'olivo, la vita agricola. Numerosi casali, tutti collegati tra loro da una rete di stradine, sorsero in quel periodo e recano, ancora oggi, impressa in qualche elemento dell'edificio, la targa con la data.

CASTEL RITALDI
Castel Ritaldi
Centro agricolo situato nella piana di Spoleto, con varie aziende artigiane come mulini ed oleifici, a 304 ,.s.l.m con 2800 abitanti per una estensione territoriale di 22kmq. Sorge in cima alla collina di Scigliano, ai piedi dei Monti Martani che da destra e da sinistra lo circondano ad emiciclo e domina un territorio ancora in gran parte agricolo con boschi e suggestivi declivi collinari attraversati da stradine percorribili a piedi, a cavallo o in bicicletta. Il castello, ben conservato, è un perfetto rettangolo incluso in un sistema circolare, la facciata è caratterizzata a sinistra da una torre circolare e a destra da una torre quadrangolare. Insieme chiudono l'anfiteatro formato dalle mura rientranti che si affacciano sulla piazza del paese dove si trova la chiesa si San Nicola con affreschi attribuibili allo Spagna o al Melanzio. Il portale con teste di serafini è del 1846. Davanti al Palazzo Comunale il monumento al Capitano Leopoldo Eleuteri, 10° asso della squadriglia Baracca della Prima Guerra Mondiale.

Da visitare: La Chiesa Parrocchiale di Santa Marina, la Chiesa di San Nicola, la Pieve di S.Gregorio, i castelli di: Castel Ritaldi, Torre Grosso (XIII sec), Francocci e Marzolini (XIV sec).

PIEVE DI S. GREGORIO MAGNO
Pieve di San Gregorio Magno
Pieve è la denominazione con cui vengono indicate generalmente delle chiese antichissime sorte intorno all'anno 1000. La Pieve di Castel Ritaldi, dedicata a S.Gregorio, sorge poco fuori dal centro abitato in aperta campagna. Presenta i maggiori motivi di interesse nella facciata. Nella parte superiore del portale c'è il rosone attualmente rimurato nel campanile. Al centro del rosone c'è l'Agnus Dei ed intorno la scritta: Animalia sanctorum quattuor hunc agnum clangunt (Gli animali dei quattro santi acclamano questo agnello). Ai lati del rosone i simboli dei quattro evangelisti: il bue simbolo di San Luca, il leone simbolo di S.Marco, l'aquila simbolo di San Giovanni e l'angelo simbolo di San Matteo. Entro lunette, due maschere demoniache: a sinistra Pamea, a destra Genofalus Infernus ed ai rispettivi lati due profeti: Geremias e Jezechiel. Il portale è formato da quattro ghiere. Nella ghiera esterna un concio con incisa la scritta: Anno ML.C.XLI.(1141). Sulla ghiera interna una figura maschile alata. Dal centro si dipartono dei tralci con genietti che addentano le uve, inoltre mostri, leoni, giffoni, pantere e la figura di un cavaliere su di un leone. Nell'interno della Pieve, un piccolo frammento scultoreo murato sulla parete destra con tre volti virili frammento di un sarcofago del IV secolo e due epigrafi romane: una fa da gradino al fonte battesimale; l'altra fa da mensa all'altare. La Pieve fino al 1818 fu la parrocchia di Castel Ritaldi.

CHIESA DI SANTA MARINA
Affreschi di pregio anche nella chiesa del capoluogo dedicata a S.Marina. A destra dell'altare un notevole affresco di Tiberio di Assisi (1512). Notevole perché è una delle opere firmate dal pittore e scoperta nel 1869.

LEX SPOLETINA (Museo civico di Spoleto)
Lex Spoletina
Molti reperti, il più dei quali è la "Lex Lucaria" che regolava il taglio dei boschi sacri al Dio Giano, testimoniano che anche in epoca romana il territorio era abitato. Molti frammenti di anfore o altri manufatti emergono ancora oggi dalle lavorazioni dei campi ed altri sono inseriti nelle mura di edifici e di numerose chiesette disseminate per le colline. Proveniente dalla Chiesa di S.Quirico, la lex spoletina o lex lucaris, dimostra l'esistenza di un bosco dedicato a Giove. Nessuno doveva violare questo bosco ne portare via alberi e rami se non nel giorno in cui si faceva il sacrificio annuo. Se qualcuno violava la legge doveva offrire a Giove un bue in sacrificio e se interveniva il dolo doveva anche pagare 300 assi di multa. Attualmente è custodita nel Museo Civico di Spoleto.

LA BRUNA
La Bruna
Una leggenda narra che il giorno 6 giugno 1506 una compagnia di devoti pellegrini lombardi recatisi a venerare le sacre spoglie della Beata Chiara della Croce a Montefalco, soste sotto le querce secolari presso il torrente Tatarena. Alzatisi per riprendere il cammino non fu loro possibile sollevare di terra lo stendardo se non dopo aver fatte dipingere sul muro l'immagine rappresentata nello stendardo. ll giorno dope quando il pittore si recò sul luogo per terminare la pittura vide che essa era stata compiuta da una mano divina. Successivamente, con decreto del 30 agosto 1510 il vescovo Eroli concesse alla comunità di Castel Ritaldi il permesso di erigere sul luogo del miracolo un santuario. Chiesa a forma dl croce con unica navata e con tre absidi di eguale misura, esempio di architettura di ispirazione bramantesca. Semplice e classico il frontale, nella lunetta del portale e rappresentata la Madonna. Più in alto la facciata ha un oculo ed attorno alte finestre. Al vertice del timpano, il campanile a vela, con due aperture e due campane. L'altare maggiore sostiene il muro nel quale e dipinta l'immagine della Madonna Bruna cosi chiamata per quel soffuso bruno sul volto, affresco attribuito a Tiberio Diotallevi di Assisi. Ai lati dell' altare due stemmi scolpiti; lo stemma del Comune e quello dei Medici. Durante uno scavo nei pressi della chiesa furono rinvenute due monete medicee: una di Papa Cosimo 1 e l'altra di Papa Clemente VII. Gli affreschi del catino absidale sono opera di Pier Matteo Piergili.

COLLE DEL MARCHESE
Il ritrovamento nel 1876 della Lex Spoletina (IV—III secolo a.C.) testimonia un insediamento mano molto antico. Più volte sotto il dominio di Spoleto e di Foligno, alla fine del secolo XV e tra i castelli soggetti a Spoleto. I'antica e nobile famiglia spoletina Partenzi ebbe qui vasti possedimenti. Conserva tutt'oggi resti di mura e una possente torre quadrangolare trasformata in epoca antica in torre campanaria. Edificato nel 1300, nel cuore della 1\lor1nandia, ha pianta circolare e presenta case con strutture ad archetti rinascimentali. Al centro del castello, a pianta circolare con un diametro di circa 100 metri e case con strutture e archetti rinascimentali, si trova la Chiesa di San Pancrazio tipica costruzione del XIII secolo, cui fu aggiunta 1'abside pentagonale il secolo successive. Ad unica navata presenta sulla parete di tondo, vergine orante, incoronata da due angeli del Melanzio. La chiesa ha due ingressi, su una parete esterna c'e una nicchia con un busto marmoreo di San Pancrazio del secolo XVII.

Da visitare: La Chiesetta della Stelletta, al suo interno un altare su cippo affusolato risalente all'VIII—IX secolo e la chiesa della Servetta.

CASTEL SAN GIOVANNI
Castel San Giovanni
Il paese antico e tutto dentro le mura quadrate. Le robuste toni angolari-cilindriche sono ben conservate. ll castello. del 1300, e il meglio conservato della piana spoletina. Sulla grande porta ad arco, uno stemma cinquecentesco papale (chiavi e mitria triregno), con la scritta: "DOM SPOL" (dominio spoletino). Fino alla seconda guerra mondiale il castello era circondato da un fossato. Sulla porta sono evidenti tracce dell' antico ponte levatoio. Nell' interno, su un rialzo, la chiesa dedicata al Santo del secolo XIII, più volte rimaneggiata, con una bella porta cinquecentesca e con affreschi di scuola umbra. Nel 1400 fu occupato da Ugolino IX Trinci. Fino al 1474 era di Trevi; gli spoletini. approfittando della sede vagante, per la morte di Alessandro VI. lo fecero prendere dal venturiero Saccoccio il 15 settembre del 1503, dal momento che il castello le si era volontariamente sottomesso l'anno precedente. Giulio il Breve lo restituì a Trevi, al quale egli stesso nel 1474 lo aveva donato, quando era legato a Spoleto. Morto il Papa gli spoletini corsero a riprendere S. Giovanni. Ci fu battaglia sotto Trevi, fu distrutta la torre dei Molini e, pure questi, devastati, ma il castello fa tenuto dai Trevani. Nel 1520 Leone X dette l' autonomia al castello. Dopo la restaurazione il castello resto comune appodiato a Castel Ritaldi, cui fu aggregate nel 1875. La dicitura di comune di Castel Ritaldi e Castel San Giovanni restò, fino al 1929. La chiesina del cimitero, eretta intorno al 1000, ha spunti gotici e buoni affreschi cinquecenteschi.

PRODOTTI TIPICI
Olio Extravergine di Oliva
L'olio è sicuramente il prodotto più pregiato delle nostre colline. Castel Ritaldi si trova al centro della zona di origine protetta. Ancor prima degli Etruschi, nel I secolo a.C., era tra le più rilevanti produzioni agricole della regione .Nel corso dei secoli l'olio, con il suo lavoro, ha create un ambiente adatte alla vita dell'ulive. La raccolta inizia i primi di novembre e continua tutte il mese di dicembre, a volte anche in gennaio, E' praticamente una coltura biologica, viste le basse temperature invernali che uccidono i nemici naturali. Da visitare i numerosi mulini che estraggono l'olio per poter gustare la bruschetta con l`olio appena fatto. Il vino ottenuto dalle numerose aziende vinicole locali ha meritato una Denominazione d'Origine Controllata e Garantita che ben poche aree enologiche italiane possono vantare. Il Sagrantino di Montefalco, questa la qualità più coltivata, prevede un invecchiamento di trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno, prima di essere messo in commercio. Il tartufo è l'altro prodotto che rende questo territorio il paradiso dei buongustai. Cercati con passione da anziani conoscitori dei boschi, accompagnati dal fedelissimo e indispensabile cane, questi preziosi doni del sottosuolo entrano nella composizione di un gran numero di piatti. Molte le specie di tartufo. Quello nero, qualità più pregiata si trova nel periodo di febbraio-marzo. Da maggio si trova l'estivo o scorzone, meno pregiato, ma ugualmente profumato e gustoso sulla pasta, sulle carni o semplicemente sulla bruschetta.

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