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GIANO DELL'UMBRIA COSA VEDERE


• LA STORIA
• I MONUMENTI
• MONTECCHIO
• CHIESA DI SAN MICHELE
• CHIESA DI SAN BARTOLOMEO
• ABBAZIA DI SAN FELICE
• CHIESA DI SAN SABINO
STORIA
Giano dell'Umbria è sorta nell'XI secolo nella zona detta "Normandia" per lo stazionamento dei Normanni nell'attacco che questi portarono al Ducato di Spoleto. La cittadina umbra rimane, seppure con alterne vicende, sotto il governo di Spoleto dalla metà del duecento fino all'inizio del XIX sec. mantenendo tuttavia una sua indipendenza ed amministrando un territorio proprio che include anche Montecchio e Castagnola Il castello, benchè di dimensioni ridotte, ha una complessa struttura fondata sull'unione di due impianti fortificati, organizzato in modo digradante a partire dal vertice urbanistico, dove si innestano il Palazzo Pubblico e la Chiesa di S. Michele Arcangelo, del sec. XIII. Le mura medievali sono conservate e c'è traccia della cinta romana.

MONUMENTI STORICI
Giano dell'Umbria
Si comincia con l'itinerario dentro le mura, partendo dal palazzo del Municipio. Di origine medievale, è stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli ed è stato ulteriormente rinnovato di recente. A sinistra dell'ingresso conserva, murato, lo stemma del comune del XIV - XV secolo. Si passa poi alla chiesa di San Michele Arcangelo di cui testimonianze dell'antica origine sono ravvisabili all'esterno, nelle absidi semicircolari (completa quella centrale e parziale quella di sinistra) e nei muri perimetrali, che fanno supporre una prima costruzione a cavallo tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo. All'interno (molto manomesso), sono visibili tracce frammentarie e ridipinte degli affreschi absidali del 1501 che si inseriscono nell'ambito della cultura spoletina a cavallo tra il XV ed il XVI secolo. Vi è anche conservato (sulla parete sinistra della navata) un pregevole crocifisso ligneo del XVI secolo. La chiesa di San Francesco risale alla seconda metà del XIII secolo. L'interno della chiesa è ad una navata e conserva nella parete di controfacciata un'organo ligneo del XVIII secolo. Le pareti sono decorate da sei (tre per parte) altari lignei del XVIII secolo, abbelliti da paliotti in scagliola, di scuola toscana, dipinti a motivi floreali e sormontanti da pregevoli tele. L'imponente altare maggiore grandioso sipario ligneo di impostazione barocca, nasconde alla vista l'originaria abside della chiesa decorata con preziosi affreschi del XIV secolo decorata con pregevoli affreschi del XIV secolo. Nella cappella del crocifisso è conservato il ciclo di affreschi attribuiti al pittore folignate Giovanni di Corraduccio (XIV secolo). Poco lontano da Giano si trova l'abbazia di San Felice capolavoro dell'arte romanica.La chiesa è un tipico esempio di architettura romanica umbra con influssi lombardi e mostra affinità con chiese spoletine. L'impianto è a tre navate suddivise da colonne in conci, con una zona presbiteriale sopraelevata a tre absidi, queste ultime di modello lombardo, così come lombardo è il motivo della volta a botte della navata centrale, rare in Umbria. Il nostro itinerario prosegue poi attraverso un circuito di castelli. Ed iniziamo da quello di Montecchio. Questo castello, in posizione dominante sull'antica via Flaminia, fu - presumibilmente - già fortificato nel X secolo e fece parte anch'esso della Normandia. Il castello conserva buona parte della cinta muraria, innalzata nel XII secolo, riedificata nel XIV e rimasta immutata sino ai nostri giorni. Sulla piazzetta si affacciano il piccolo palazzo della Comunità del XVI secolo, con lo stemma del castello, e il fianco sinistro della chiesa di San Bartolomeo. L'interno, ad un'unica navata e con il tetto a capriate, a cinque campate, conserva numerosi frammenti di affreschi e di sculture che testimoniano, attraverso i successivi interventi decorativi, l'importanza che la chiesa dovette mantenere nel corso dei secoli. Ci dirigiamo poi al castello di Castagnola del quale delle antiche mura non rimangono che poche tracce, mentre la torre di sentina della porta d'ingresso è stata successivamente trasformata in torre campanaria. Altamente suggestivo è invece il castello di Morcicchia che, come risulta da testimonianze del X secolo fu un antico feudo dei Litaldi o Ritaldi, antica famiglia spoletina. Dell'antico castello rimangono alcune torri superstiti, qualche abitazione e significativi resti della cinta muraria.

MONTECCHIO
Montecchio
Costruito intorno al X secolo fu feudo dei signori di Giano secondo gli atti di Cencio Savelli, tesoriere della chiesa che nel 1192 compilò un elenco dei beni ecclesiastici. Il castello nel 1247 si sottomise a Spoleto insieme a Giano e Castagnola. Nel 1293 ne divenne vicario Apollonio di Aldobrandino, e nel 1321 si sottomise a Todi. Nel 1373 Gregorio XI fece costruire la rocca di Todi (chiamata anche Rocca Regia) demolendo alcune abitazioni. Nel 1392, Bonifacio IX, concesse il castello in vicariato per cinque anni, a Ugolino III Trinci; nel 1435 Corrado XV Trinci restituì al governatore di Perugia, monsignor Alberto Alberti, molti possedimenti tra cui era compreso Montecchio. Il 30 Aprile del 1530 vi sostò Clemente VII di ritorno da Bologna dopo che era stato ospitato alcuni giorni a Gualdo Tadino dalla famiglia Bongrazi. Nel 1553 gli abitanti del castello furono costretti a rifugiarsi sulle montagne per il passaggio di truppe francesi dirette a Napoli ma dalla fretta lasciarono il castello con le porte aperte. Passò con Spoleto dal 1562 al 1816; nel 1861 fu unito al comune di Giano. Le mura di cinta del secolo XIV, stratificate su altre più antiche, risultano ancora oggi ben conservate e circondano una piccola piazza dove si trova il palazzetto della comunità; sulla porta castellana campeggia lo stemma di Spoleto del XVI sec. Sotto il castello si trovava anticamente u ospedale, attivo fino al XVIII sec,rifugio di viandanti che percorrevano il vecchio tracciato della via Flaminia.

CHIESA DI SAN MICHELE
La chiesa si trova al centro del paese. I numerosi restauri, di cui l'ultimo nel 1926, ne hanno modificato i caratteri romanici originali. .Le testimonianze della chiesa romanica sono riscontrabili all'esterno, nelle absidi semicircolari, nei muri perimetrali e in parte nella facciata, sostanzialmente modificata nella parte superiore.

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO (Montecchio)
La chiesa, la cui facciata è stata inglobata da successive costruzioni, sorge all'interno del castello. Nella porzione di facciata che rimane in vista si apre un portale ad arco a due rincassi nella cui lunetta è una pietra scolpita recante la data ANNO DOMINI MCCXXIII. La scultura raffigura al centro un uomo che tiene con la mano destra il giglio guelfo; sotto la mano è un pavone e, spostato sulla destra, un leone; alle estremità della lunetta sono due personaggi inchinati con riverenza. L'interno, completamente trasformato, è a unica navata con tetto a capriata secondo il modello delle chiese degli ordini mendicanti. Vi è conservato un paliotto di altare del xv sec. Arcaicizzante proveniente da una vicina chiesa, intitolata alla Vergine, oggi scomparsa.

ABBAZIA DI SAN FELICE (San Felice)
Abbazia di San Felice
La chiesa di San Felice sorta ad opera dei benedettini sul luogo ove fu martirizzato il vescovo Felice, è poco distante dal castello di Giano, in posizione isolata e dominante. Lo Iacobilli, storico folignate, data la fondazione del complesso abbaziale al 950 mentre la chiesa attuale puo' essere riferita agli inizi del XII secolo. Nel 1373 l'abbazia passo' sotto la giurisdizione di quella di Sassovivo, fino alla decadenza avvenuta nel 1450 quando, con una bolla di Niccolo' V fu concessa all'ordine degli eremitani di Sant'Agostino. Nel 1452 a causa dello stato di degrado, furono iniziati i restauri che terminarono nel 1481. Nel XVI sec. L'interno subì aggiunte rinascimentali, per essere completamente modificato nel XVIII sec. Con l'eliminazione della scala presbiteriale e il completo rivestimento delle pareti e della zona absidale. La facciata sopraelevata nel XVI sec., in origine era a quattro spioventi corrispondenti all'andamento delle tre navate interne. Sopra il portale a rincassi, una trifora con colonnine e capitelli di spoglio tipica delle facciate romaniche della zona. L'interno a tre navate absidate senza transetto, ha il presbiterio rialzato con la scala realizzata durante il restauro del 1957. La copertura della navata centrale è a botte ribassata, mentre quella delle navate laterali è a crociera.L'arco trionfale è forato da una bifora che si pone al centro della navata scandita da pilastri circolari di tradizione lombarda. La cripta, a tre navate absidate coperte da volte a crociera poggianti su due pilastri cruciformi, conserva capitelli con raffigurazioni di animali molto schematiche o motivi vegetali riferibili alla fine dell'XI sec. Di particolare interesse le tre absidi, di derivazione lombarda, tripartite da lesene che partono da un alto zoccolo e culminano con archetti pensili.

CHIESA DI SAN SABINO (San Sabino)
La chiesa, oggi intitolata a San Lorenzo, si trova nei pressi dell'abitato di San Sabino. Databile tra il XII e il XIII sec. è costruita in conci ben squadrati e conserva del primitivo edificio un'abside semicircolare e un cippo romano che fungeva da base del primitivo altare. La parte restante della chiesa è stata completamente modificata nel Settecento.

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