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Montefalco

06036 Montefalco (PG)

Chiamata per la sua incantevole posizione "RINGHIERA DELL'UMBRIA", domina l'ampia valle che da Perugia si distende sino a Spoleto. Per i suoi celebri affreschi è ritenuta un santuario dell'arte umbro-toscana. Centro abitato fin da epoca romana, nel medioevo si chiamò COCCORONE (forse dal greco OROS = MONTE), nome che mantenne fino al 1249, quando devastata dalle truppe di Federico II, fu restaurata immediatamente col nome di Montefalco.

Libero comune, retto dai consigli e poi da un podestà, ebbe ampi poteri riconosciutigli da più pontefici. Fu sede del rettore del ducato di Spoleto (1320-1355) durante l'esilio avignonese, e in quel periodo furono restaurate le sue fortificazioni col consiglio del celebre architetto Lorenzo Maitani.
Il cardinale Egidio Albornoz iniziò da Montefalco la sua fortunata opera di ricostituzione dello stato ecclesiastico successivamente fu sottoposta ai Trinci di Foligno in varie riprese (1383-1439). Ed infine tornò alla Chiesa che le riconobbe libero governo.
Nel 1424 ebbe rinnovati i suoi Statuti. ll 18 ottobre 1527 fu presa e saccheggiata dalle Bande Nere. Nel 1848, a seguito di ampliamento del territorio, ebbe da Pio IX il titolo di città.

Patria di otto santi, tra i quali emerge la insigne mistica agostiniana S. CHIARA DELLA CROCE - (1268-1308), il poeta Nicola da Montefalco (sec. XV) autore di un Canzoniere amoroso, il pittore Francesco Melanzio (1460 c.-1519) allievo del Perugino, il cardinale Giovanni Domenico De Cuppis (m.1553).
Ospitò tra le sue mura i due imperatori svevi, Federico Barbarossa e Federico II, che de Montefalco datarono numerosi diplomi; ed accolse i pontefici Nicolò V e Giulio III. PERCORSO TRA I MONUMENTI STORICI: Il gioiello della "Ringhiera dell'Umbria" si trova senza dubbio all'interno del Museo della Ex Chiesa di San Francesco. All'interno di queste mura, erette tra il 1335 e il 1338 dai frati Minori, è infatti ancora stupendamente custodita l'abside centrale affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452 e narrante la storia della vita di San Francesco.

Commissionato da Jacopo da Montefalco, guardiano del convento di San Francesco, il ciclo è illustrato in dodici scene disposte su tre registri. La narrazione procede, come un'ideale elevazione, dal basso verso l'alto e culmina nella volta con la gloria di San Francesco.
Per quest'opera, Benozzo Gozzoli inizialmente utilizzò il grande modello giottesco, ma se ne discostò, perchè, su probabile suggerimento dello stesso fra Jacopo, utilizzò due noti testi francescani: la Leggenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio, divenuta dal 1266 la biografia ufficiale del santo in sostituzione di tutte quelle scritte in precedenza e giudicate non abbastanza ortodosse, e la Leggenda dei tre compagni, che, poichè faceva attenzione soprattutto alle vicende assisane di Francesco, costituì spesso un'importante fonte di ispirazione per la rappresentazione delle scene relative.

Il percorso museale all'interno della chiesa prosegue poi con un dipinto del 1503 di Pietro Vannucci detto il Perugino, con la cappella di San Girolamo affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452, la cappella di Sant'Antonio della metà del XV secolo attribuita ad Andrea di Cagno ed altri affreschi riconducibili ad autori (Niccolò Alunno, Mezzastris, Melanzio, Tiberio Diotallevi detto Tiberio d'Assisi) della scuola umbro-senese del '400 e '500.
Terminata la visita al museo si risale verso la piazza per ammirare il Palazzo Comunale (sec. XIII) con il loggiato quattrocentesco e la torre comunale dalla quale si gode di una vista superba.

Le mura cittadine, stupendamente conservate presentano quattro porte d'ingresso. Si scende poi lungo Corso Mameli sul quale si affacciano numerosi palazzi signorili costruiti nei secoli dal XV al XVII (Palazzo Moriconi Calvi, Tempestivi, Langeli, Senili, Ciardelli, Santi - Gentili, De Cuppis). Il tour dentro le mura prosegue poi con la Chiesa di S. Lucia, sec. XII, che si trova nel nucleo più antico del borgo medioevale.
La Chiesa di S. Bartolomeo, sec. XVIII, mantiene della prima costruzione (sec. XI) una monofora lunettata e una bifora sulla parete absidale esterna. La Chiesetta di S. Maria Maddalena, sec. XIII, rinnovata nel sec. XVIII, presenta affreschi di pittori locali dei sec. XV e XVI; l'annesso monastero risale al sec. XV.

La Chiesa di S. Chiara, sec. XVII, contiene la Cappella di S. Croce affrescata nel 1333 da pittori di scuola umbra; il convento con chiostro risale al sec. XV. La Chiesa di S. Illuminata, sec. XVI, ha la facciata in laterizio preceduta da un portico e un fastigio lunettato che rammenta l'architettura lombarda; all'interno ospita tra I'altro cappelline affrescate da Francesco Melanzio.
La Chiesa di S. Leonardo ha una facciata ornata con due semplici portali rinascimentali; accoglie una tela del Melanzio (1515), rappresentante la Madonna in trono col Bambino.

Nei dintorni meritano certamente una visita la Chiesa Convento di S. Fortunato, complesso edificato sulla tomba del Santo nel IV secolo e ristrutturato nel secolo XV, fu affrescata dal Gozzoli e da Tiberio d'Assisi; circondata da un bosco di elci secolari, è meta ideale di passeggiate.
La Chiesetta di S. Maria di Turrita conserva affreschi dei sec. XIV, XV e XVI. La frazione di Fabbri è ricca di resti di fortificazioni medioevali e di Maestà affrescate dal Melanzio.
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